Visita del borgo

Gran parte delle informazioni di questa sezione sono tratte dall'opera: "Certaldo Poesia del Medioevo di Francesca Allegri e Massimo Tosi" Federighi Editori

Cenni storici

Certaldo é il tipico borgo medievale che, unico fra gli insediamenti di queso tipo e' riuscito a mantenere i caratteri urbanistici, architettonici e d'ambiente originali. Una cerchia muraria due trecentesca, di forma irregolare in quanto adattata all'andamento collinare racchiude un abitato magnificamente conservato. Soltanto la Casa di Boccaccio fu rifatta dopo le distruzioni dovute ai bombardamenti dell'ultima guerra. Nel borgo sono presenti tutti gli elementi necessari a definire un vero e proprio prototipo di questo tipo di insediamento. Il nome deriva da Cerrus Aldo (altura ricoperta di cerri). Abitato fino dai tempi degli etruschi all'inizio era certamente una necropoli. Il piu' antico documento attestante l'esistenza del borgo risale al 1160 e risulta attualmente irreperibile. Il borgo diviene possesso dei Conti Alberti nel XII secolo e dopo rimase nell'influenza di Firenze alla cui storia rimase legato per secoli. Fu a capo di una lega rappresentante ben 21 popoli della zona, ma solo da un punto di vista amministrativo. Un podestà fiorentino risiedeva infatti nel Palazzo Pretorio foto . Successivamente si ebbe lo sviluppo dovuto ai traffici lungo la Via Francigena (importante via di comunicazione dell'epoca che scorreva nei pressi). All'inizio del 400 divenne una delle tre sedi di Vicariato nel territorio fiorentino anche se le funzioni suddette vi si svolgevano ormai da molto tempo. Il Vicariato esercitava il potere civile e penale, la funzione di Certaldo come sede di Vicariato e' sicuramente in relazione con lo sviluppo economico del centro che avvenne in tempi successivi e che si basò essenzialmente su agricoltura e allevamento: olio, vino cipolle e formaggio rendevano il centro famoso in tutto il circondario. A parte alcune carestie e saccheggi la storia del borgo scorre tranquilla fino ai primi tempi del 700' quando nascono i primi insediamenti nella pianura sottostante. All'inizio solo capanne di contadini poi qualche attività legata al transito sulla via Francigena : maniscalchi, barrocciai ecc. Lo spostamento (avvenuto a meta' del 700) della propositura a Certaldo basso segna il definitivo inizio della fioritura di quest'ultimo a scapito del borgo antico, la cui decadenza e' sancita in modo definitivo alla fine del 700 con il passaggio a Castelfiorentino della sede di cancelleria provinciale. Nel 1849 viene costruita la ferrovia che unisce Certaldo a Siena, tale evento segna l'inizio dello sviluppo di attività come filanda, fiaschi, fornaci che all'inizio erano presenti solo in forma sporadica. Successivamente si sviluppano ancora le industrie manifatturiere e l'artigianato. Durante la seconda guerra il paese fu distrutto e successivamente ricostruito, lo sviluppo più recente ha visto nascere salumifici, fabbriche di cornici e industrie meccaniche. Si è sviluppato anche l'agriturismo che ha permesso il recupero del patrimonio immobiliare delle campagne e rilanciato la tradizione culinaria basata su tartufo, selvaggina, vino e olio. Da non dimenticare la cipolla rossa presente, presente nello stemma cittadino e citata da Boccaccio, che rese famosa Certaldo in tutto il contado fiorentino.

Vie di accesso

Le strade di accesso più antiche al borgo sono due: Costa Alberti e Costa Vecchia che portano rispettivamente alla Porta del Rivellino foto e Porta Alberti foto : queste due strade entrambe percorribili solo a piedi conservano il fascino dell'epoca medioevale, sono entrambe lastricate a pietra. E' consigliabile lasciare la macchina in Piazza Boccaccio foto salire con una e scendere con l'altra. (vedi mappa)
Esiste anche un'altra strada più moderna che immette alla Porta del Sole e quindi in Piazza SS Annunziata. E' possibile anche servirsi della funicolare che parte da Piazza Boccaccio foto e arriva nei pressi di Porta Alberti foto . Due sono le vie principali: la Via del Rivellino nata in epoca più antica (XII secolo) e la Via Boccaccio (sviluppatasi dal XIII al XV secolo) e divenuta poi definitivamente la via più importante del borgo. A queste due vie si unisce un dedalo di viuzze e vicoli.

Piazza SS Annunziata.

Anticamente era solo un orto interno al tessuto urbano infatti non vi sono edifici pubblici o religiosi

Via Boccaccio

E' invece caratterizzata dalla presenza di numerosi edifici pubblici privati e religiosi, di fatto ha sempre svolto la funzione di "piazza" del borgo. In essa si svolgevano tutte le principali attività religiose, commerciali e politiche. La strada si conclude con lo spiazzo del Palazzo Pretorio foto e il suo loggiato posto in posizione dominante in attinenza con l'importanza dell'autorità rappresentata.

Palazzo Stiozzi Ridolfi foto

Palazzo molto suggestivo ornato con due torri e dotato di giardino interno. Fu ampiamente rimaneggiato anche in tempi relativamente recenti, il suo aspetto spiccatamente medioevale è infatti stato creato da modifiche avvenute alla fine dell'800 che hanno introdotto elementi architettonici di grande pregio ma purtroppo falsi, (ad esempio i merli) data la posizione centrale è presumibile che il loggiato aperto ospitasse in origine il mercato.

Palazzo Giannozzi

Edificio padronale, al suo interno la strada lastricata che conduce alla porta del sole. La struttura è in prevalenza rinascimentale. Bello il panorama di S. Gimignano visibile dalla terrazza che termina sulle mura di cinta della città. Ospita botteghe e musei artigiani

Casa del Boccaccio foto

Appartiene alla famiglia del poeta, Giovanni Boccaccio vi si ritirò alla fine della sua vita. Dopo vari passaggi di proprietà fu comprata e restaurata dalla famiglia Medici, successivamente fu creata al suo interno una piccola biblioteca dedicata al poeta certaldese che conserva al suo interno una preziosa collezione di traduzioni delle opere boccaccesche. Al primo piano vi è un bell'affresco raffigurante il poeta risalente ai primi dell'800 opera di Piero Benvenuti, commissionato dalla Marchesa Carlotta de Medici principale artefice del restauro dell'edificio.

Palazzo Machiavelli

Palazzo turrito di proprietà della famiglia Machiavelli parente di quella di Boccaccio. La torre non ha subito manomissioni nel corso dei secoli, rappresenta quindi il vero volto medievale di un simile edificio, è simbolo come altre del prestigio e della potenza della famiglia proprietaria e ciò spiega come mai spesso queste torri venivano distrutte.

Canonica dei Santi Jacopo e Filippo

foto Eretta nel XIII secolo; importanti i restauri avvenuti nel secolo XX in particolare quello "purista" del 1963 che smantellò la cappella della Beata Giulia (Santa Patrona di Certaldo) annessa al chiostro restituendo alla chiesa la sua struttura originaria. L'interno vasto e solenne , privo di altari laterali, è illuminato da monofore, il soffitto è sorretto da una struttura in legno. Alla parete sinistra l'importante affresco di Memmo di Filippuccio Madonna con bambino in trono fra i Santi Jacopo e Pietro. Più avanti verso l'altare il cenotafio di Giovanni Boccaccio e sopra di esso il busto del poeta. Nel presbiterio ai lati dell'altare due bellissimi tabernacoli della scuola Robbiana, la tomba della Beata Giulia e una pala della bottega dei Della Robbia . Notevole anche il fonte battesimale in marmo del 500. Da una parte in prossimità del presbiterio si accede al convento che risale al XIV secolo, il portico è stato ripristinato negli anni '60, di grande solennità, la sua forma trapezioidale caratteristica ne accresce l'effetto prospettico volto al campanile. Dalla parte più larga attraverso una porta si raggiunge la cella della Beata Giulia. La canonica a fianco un tempo sede di convento è ora adibita a museo d'arte sacra e conserva ancora alcuni antichi ambienti conventuali. Il museo conserva le più importanti opere provenienti dal territorio certaldese ad opera di: Maestro del Bigallo, Puccio di Simone, Paolo Laurentini. Tornati sulla via Boccaccio troviamo sulla destra la Casa Torre Masini e dietro l'abside della chiesa un pittoresco pozzo.

Palazzo pretorio

foto Sito in posizione prominente all'incrocio fra via Boccaccio e via del Rivellino, le due vie più importanti del paese. Antica dimora dei conti Alberti (risale al XII secolo) passa sotto l'influenza di Firenze alla fine del '200. Dal 1420 è già sede di Vicariato e viene trasformato di conseguenza. Dopo alterne vicende viene valorizzato dalla comunità certaldese in tempi recenti. Tutta le facciata è costellata di stemmi in pietra ,marmo e terracotta invetriata della scuola dei Della Robbia. Ognuno di essi rappresenta la famiglia del Vicario che li fece apporre. Più in basso, a fianco, vi è la Loggetta del Vicariato, porticato sorretto da pilastri usato per i ricevimenti solenni del Vicario. All'interno vari affreschi: la Vergine con bambino, la giustizia, il marzocco. Si entra nel palazzo attraverso l'atrio di ingresso, ampio locale di forma non regolare. Sulla sinistra si accede alla camera del tribunale dove si svolgevano i processi, lo si capisce anche dall'affresco che raffigura la verità che strappa con le tenaglie la lingua alla menzogna, purtroppo danneggiato e non visibile. Tornando nell'atrio, di fronte, si accede alla sala delle udienze, all'interno una Pietà affrescata attribuita ad Alberto Alberti. Interessante notare l'iscrizione sulla porta della finestra "odi l'altra parte e credi poco". Dalla sala delle udienze verso l'interno si accede al carcere civile, dove, sul soffitto si possono notare le scritte dei carcerati che fanno riferimento a un certo Giambadia che dai documenti storici risultava essere un cliente abituale delle carceri. Tornando nell'atrio ci troviamo di fronte al cortile rinascimentale coperto di stemmi dipinti e scolpiti. Sul davanti il loggiato, sulla sinistra le scale, poi il piano superiore. Sulla destra l'ingresso per la Cappella di Palazzo che serviva per gli ultimi conforti ai condannati alla pena capitale. All'interno vi sono raffigurate le 24 circoscrizioni soggette al vicariato. Più avanti a destra la sala dei dieci di balia da cui passando un'altra porta in fondo a sinistra si accede alla stanza dei tormenti il cui nome ci lascia immaginare lo scopo a cui era preposta. Da sotto il loggiato si accede alle prigioni criminali che recano varie tracce di scritte a testimonianza di coloro che qui trascorsero lunghi anni di sofferenza. Uscendo da un lungo corridoio si accede all'ultimo locale adibito a Prigione delle Donne. Uscendo sotto la loggia a destra vi è l'orto nel quale è stato allestito il giardino giapponese opera dell'artista Hidetoshi Nagasawa. Rientrando nel cortile si osserva il caratteristico pozzo dopodiché si sale sulle scale di sinistra che portano al cosiddetto "piano nobile". Sul pianerottolo la scena della visitazione. Finite le scale si entra nella stanza del ridotto, alle pareti sono raffigurati alcuni gonfaloni dei comuni sotto l'influenza del vicariato. Dalla porta a destra si entra nello scrittoio del Vicario. Tornando indietro a sinistra vi è la Sala del Vicario, la più importante del palazzo dove si tenevano le cerimonie più importanti del vicariato. Qui viene conservato il prezioso archivio vicariale, sulle pareti affreschi importanti purtroppo in cattive condizioni: s.Martino a cavallo, vergine seduta con bambino in mezzo a due santi, San Giovanni, la crocifissione. Attraverso una porta si accede al quartiere privato del vicario, suddiviso in tre locali, saletta, camera e anticamera. Sulla parete destra la Maddalena Penitente. Da qui si accede alla camera delle serve e successivamente alla terrazza del torrione . Rientrando all'interno si entra nella stanza buia e da qui alla loggia coperta. In fondo a destra l'ingresso nella camera dei forestieri ove si ammira la Madonna con Bambino in Trono di Pier Francesco Fiorentino e una Pietà di scuola senese. Tornati nel cortile si può accedere al giardino da dove si può raggiungere il camminamento della ronda che porta al punto di osservazione del torrione da cui si ha una vista strategica sulla strada sottostante che un tempo era la principale via di accesso al castello.

Chiesa dei SS.Tommaso e Prospero.

La chiesa (sconsacrata) si nota sulla sinistra uscendo dal Palazzo Pretorio foto e immettendosi in via del Rivellino. Risalente agli inizi del XIII secolo in parte franata e ridimensionata nel 500 viene ceduta e affittata ad un commerciante. Ciò spiega il degrado conseguente subito dagli affreschi poi oggetto di restauri nel XIX secolo. All'interno i seguenti affreschi: Fondale di Crocifissione con Madonna e S. Giovanni (il crocifisso ligneo è scomparso),figure di Santi, l'Annunciazione e l'importante Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli e Giusto D'Andrea. Attigui alla chiesa un chiostro e una canonica non visitabili (ospitano un albergo ristorante).

Via del Rivellino

Dopo la canonica si prosegue lungo via del Rivellino verso la porta omonima. Si possono vedere lungo la via case torri medievali con archi e stemmi di famiglie nobili. Sulla destra il vicolo Bandinelli dal quale si ha una bella veduta sul borgo dalla parte di Porta del Sole. Proseguendo si arriva alla porta del Rivellino foto , di forma semplice, costruita sopra una piccola fortificazione del 500 sulla quale venivano disposti i cannoni. Dal Rivellino si ha una bella veduta sulla valle sottostante e sul borgo stesso. foto

Porta del Sole.

Costeggiando il muro di cinta che parte dal Rivellino foto si prosegue verso via Valdracca foto che attraversa la parte più pittoresca e tipicamente medievale dell'abitato, costellata di piccoli vicoli e strade senza sfondo. Alcune case di questa via furono distrutte nell'ultima guerra e non più ricostruite. Caratteristico l'ultimo tratto acciottolato che conduce a P.zza SS Annunziata passando all'interno di Palazzo Stiozzi Ridolfi. foto

Via della Rena foto

Da P.zza SS Annunziata si può accedere a Via della Rena foto caratterizzata dalla presenza di case importanti appartenute a famiglie come i Della Rena, a questa famiglia appartenne la Beata Giulia e Aldobrando che combatté alle crociate. Il palazzo suddetto ha una torre merlata e una struttura difensiva posta sulle mura che dominano il lato sud ovest del borgo. Proseguendo, sulla sinistra si nota il palazzo di Scoto da Semifonte foto , insieme di edifici con torri merlate e giardino. Il palazzo che attualmente ospita un albergo fu residenza dell'ultimo signore di Semifonte che qui si rifugiò dopo la distruzione del castello suddetto in virtù della sua amicizia con il conte Maghinardo degli alberti. Proseguendo, dopo una rapida discesa, si arriva alla porta Alberti foto : ad arco gotico presenta ancora tracce di pittura, fu costruita dai semifontesi quando ormai erano esauriti gli spazi disponibili per costruire sul colle. E' senza dubbio l'angolo più poetico di tutto il borgo nonostante le recenti modifiche che ne hanno parzialmente deturpato l'aspetto. Nei dintorni di Certaldo si possono ammirare: La Pieve di S. Lazzaro a Lucardo e il tempio di S. Michele Arcangelo a Semifonte la cui cupola è costruita sul modello della cupola di Brunelleschi a Firenze.